Frammenti di confine

Il lavoro nasce dalla parola “CONFINE” con i suoi molteplici rimandi e le sue contraddizioni.
Il CONFINE è naturale, ma può essere anche convenzionale, è invisibile perché non risiede nelle cose ma è potente, è una linea impercettibile che divide l’uomo in tante piccole parti che faticano a comunicare.
…è tutte queste cose insieme e molto altro e cambia a seconda della sensibilità di chi lo racconta.
Partiti dalla corporeità del mondo animale, siamo arrivati ai giorni nostri affidandoci a quello che mano a mano è venuto fuori dalla scrittura e dalle improvvisazioni, da ciò che c’è dentro di noi e da quello che c’è fuori.
Come sempre la paura è stata quella di non sapere dove ci avrebbe portato questo percorso, ma ha vinto la voglia di rimettersi in gioco, questa volta su un tema che sentiamo urgente oggi più che mai: il CONFINE, appunto.
Abbiamo scritto, cancellato, improvvisato, aggiunto, tolto e cambiato.
E inaspettatamente abbiamo riso tanto!
Regia di:
Simona Cosentino e Martina Rigotti Paba
con la collaborazione di Nadia Negri
In scena:
Francesca Biffi
Luca Di Nenno
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I COMMENTI DEGLI SPETTATORI:
"Attenzione! Se vi dovesse capitare di imbattervi negli spettacoli di
“Locanda Spettacolo” è assolutamente consigliabile fermarsi, sedersi e guardare.
Io l’ho fatto ieri. Alla Fondazione Arnaldo Pomodoro.
“Frammenti di Confine” è un lavoro che parla dei confini materiali,
geografici, e di quelli interiori più difficili da identificare ma che creano
barriere tanto immateriali quanto a volte invalicabili, pericolosamente in bilico tra normale e non. Sul bordo, sul confine.
I due attori hanno declinato il testo dandogli espressioni intense e diverse fino ad arrivare a un’ingenuità quasi infantile ma sempre ben coscienti della dignità umana dei propri personaggi." (Maurizia, Cantorotondo)